Non sempre. Molte pratiche di incidente stradale si chiudono senza causa, attraverso la richiesta di risarcimento e la trattativa con la compagnia. Il tribunale diventa rilevante quando il contenzioso non si risolve.
Dopo un incidente stradale, il primo percorso è normalmente stragiudiziale: si presenta una richiesta completa alla compagnia competente, si attendono le sue determinazioni e si valuta l’eventuale offerta ricevuta.
Se responsabilità e danni sono sufficientemente chiari, la pratica può chiudersi con un accordo senza iniziare un processo. Non è quindi necessario pensare al tribunale come passaggio automatico.
La situazione cambia quando la compagnia nega il risarcimento, contesta la responsabilità, propone una somma ritenuta insufficiente o non si riesce comunque a raggiungere un accordo.
Quando la trattativa non porta a una soluzione e restano questioni sostanziali da risolvere, può essere necessario valutare l’azione giudiziale dopo aver rispettato i passaggi preliminari previsti dalla legge.
Descrivi la tua situazione
La scelta dipende dai documenti, dalle contestazioni e dal risultato della fase stragiudiziale.
La compagnia contesta il diritto al risarcimento o nega la responsabilità dell’assicurato.
La proposta non appare coerente con lesioni, danni materiali, spese o altre conseguenze documentate.
Le parti forniscono ricostruzioni diverse e non si raggiunge un accordo sulla dinamica del sinistro.
La quantificazione richiede approfondimenti tecnici o medico-legali sui quali le parti non concordano.
Il tentativo di definizione stragiudiziale non porta a una soluzione soddisfacente.
Prima di iniziare un giudizio è opportuno valutare prove disponibili, valore economico, tempi, costi e rischi processuali.
La negoziazione assistita è un procedimento nel quale le parti, con l’assistenza dei rispettivi avvocati, tentano di raggiungere un accordo senza rivolgersi immediatamente al giudice.
Per le controversie relative al risarcimento dei danni da circolazione di veicoli e natanti, l’invito a stipulare una convenzione di negoziazione assistita è previsto dalla legge come passaggio preliminare all’azione giudiziale.
Se viene raggiunto un accordo, la controversia può chiudersi senza processo. Se invece il tentativo non porta a una soluzione, può essere valutata l’azione davanti al giudice.
La necessità di una causa va quindi valutata solo dopo aver ricostruito correttamente la pratica, verificato l’offerta e svolto i passaggi preliminari richiesti.
La decisione dovrebbe partire dal contenuto dell’offerta e dalla documentazione concreta del sinistro.
Esaminiamo l’importo proposto, le motivazioni, i conteggi e le condizioni indicate dalla compagnia.
Esaminiamo CAI, verbali, fotografie, testimonianze e gli altri elementi disponibili sulla dinamica.
Valutiamo certificati, referti, spese, decorso clinico e la documentazione medico-legale disponibile.
Controlliamo preventivi, fatture, fermo tecnico e gli ulteriori danni economicamente documentabili.
Verifichiamo se la compagnia chiede di sottoscrivere una quietanza liberatoria o altri documenti collegati alla definizione del sinistro.
Sulla base dei documenti valutiamo se accettare, contestare la quantificazione o approfondire ulteriormente la pratica.
Il punto più delicato non è soltanto l’importo dell’offerta, ma anche il contenuto dei documenti che accompagnano il pagamento. Una quietanza può essere collegata alla definizione della pratica e deve quindi essere letta con attenzione.
Se ritieni che il danno non sia stato ancora interamente valutato, oppure se non comprendi gli effetti della dichiarazione che ti viene chiesto di firmare, è opportuno far esaminare il documento prima della sottoscrizione.
No. Molte pratiche si definiscono direttamente con l’assicurazione attraverso la fase stragiudiziale. Il giudizio viene valutato quando non si raggiunge un accordo o restano contestazioni rilevanti.
L’articolo 145 del Codice delle assicurazioni prevede, in generale, il decorso di 60 giorni dalla richiesta per i danni a cose e di 90 giorni per i danni alla persona, ferma la necessità di rispettare la procedura applicabile e gli altri adempimenti previsti.
Per le controversie in materia di risarcimento dei danni da circolazione di veicoli e natanti, la legge la prevede come condizione di procedibilità prima della domanda giudiziale.
Non necessariamente. Prima è possibile verificare l’offerta, contestarla e tentare una definizione stragiudiziale. La causa è una delle opzioni da valutare se il confronto non porta a un risultato adeguato.
No. Occorre valutare prove, valore economico della controversia, responsabilità, documentazione, costi e tempi. La scelta deve essere basata sul caso concreto.
Prima di decidere se iniziare una causa è utile avere un quadro completo della pratica.
Offerta ricevuta, diniego, lettere, PEC e motivazioni con cui la compagnia ha gestito o contestato il sinistro.
Referti del pronto soccorso, certificati, esami, terapie, ricevute e documentazione medico-legale.
Importo richiesto, somma eventualmente offerta e differenza economica ancora contestata aiutano a valutare la proporzione tra obiettivo, costi e tempi.
Compila il form e indica cosa ha risposto l’assicurazione, se hai ricevuto un’offerta e perché la pratica non si è ancora chiusa.